lunedì 24 aprile 2017

Camminando per Gozo 4,5 - Walking to Gozo 4,5


Esplorazioni sulle verdi colline di Gozo 4,5
By Anthony Withdown


"L'inciviltà è solo un modo di morire!
 Anthony Withdown

Sabato 15/4/2017  

Nel pomeriggio del week end pasquale, prendo la bici e decido di andare a vedere la strada di accesso alla Stone Shell Hill, intravista ieri. Era da tempo che non affrontavo in bici salite impegnative. La strada che da Victoria porta a Zebugg è tutta una salita. 
Sorpasso velocemente il brutto cementificio senza degnarlo di uno sguardo e a metà salita, passo davanti all'ingresso del Yellow Red Trail, ma ora, sono troppo impegnato a sbuffare come un vaporetto per dargli un occhiata. Duecento metri più su spiana in prossimità del cimitero, spero di arrivarci vivo! La fatica finisce, riprendo fiato e subito trovo l'imbocco del sentierino in discesa che dovrebbe portarmi ai piedi della colata d'argilla della Stone Shell Hill. Andare in discesa in bicicletta in una strada di campagna è una delle cose più piacevoli che conosca, sportivamente parlando...
Più o meno dopo un chilometro dall'inizio della discesa, finisce la stradina, proprio dove immaginavo. Lascio la bici e comincio a salire verso la base della Clay Casting, la colata d'argilla. Vista da sotto con i colori del tardo pomeriggio è proprio bella!




Come già detto ieri ci sono tracce umane sui canali che salgono, quindi anche se ripido, è un buon punto per arrivare in cima. Salgo fino a metà costone, saggiando la presa delle scarpe sportive, quelle da trekking e il bastone sono rimasti a casa, oggi è solo un assaggio, uno studio del territorio per future escursioni. La salita è dura ma si può fare, inutile che vada più su, alla prossima occasione la farò tutta. Saluto la collina e ridiscendo.

Voltandomi verso valle, vedo che da dove finisce la stradina, inizia un canalone pieno di vegetazione che scende in una gola verso la direzione della Masarform Valley. E' ancora presto, decido di esplorarlo per vedere dove finisce. Torno alla bici e mi affaccio alla ripida discesa che porta al canalone. 

Troppo sconnessa per affrontarla su due ruote, anche se ne intravedo un futuro promettente come percorso per Mountain Bike, basterebbe dargli una ripulita dalle pietre e dalla vegetazione che la ricoprono. Scendo a piedi sulle mie scarpette lise e affronto questo nuovo percorso, sempre con la mia curiosità a mille.










Il piccolo Canyon, Small Canyon, è il letto di un fiume secco, ogni tanto ne trovo le tracce. Come quelle di qualche animale.
In quello spazio incastonato della natura, c'è una pace assoluta. Si sentono solo i cinguettii di uccellini felici che volano nel fresco del Canyon.

 

Trovo cascatelle naturali e rocce levigate dall'acqua, che ora qui non passa da tempo. Ci sono dei punti dove l'azione erosiva dell'acqua ha creato dei toboga tipo pista da bob, pareti curve, alte, lisce come la seta.




Immagino il divertimento che proverebbero dei bravi M.B. Riders, affrontando quelle paraboliche naturali. Lavorandoci un pochino si potrebbe creare proprio un bel percorso, penso.
Nel fondo del canale trovo anche parecchi blocchi di pietra da costruzione, disseminati lungo il camminamento. Penso, qui come ci sono arrivati? Alzo lo sguardo verso le alte pareti della gola e trovo la risposta. Nel bordo superiore ci sono dei muraglioni a secco, in bilico, fatti dall'uomo. Probabilmente ne delimitano la proprietà. L'improvvisazione di questi manufatti è proprio sconfortante. Non c'è un legante tra i blocchi, basta una pioggia importante  per minarne la stabilità. Naturalmente il proprietario non si degna di andare a riprendere i blocchi, ma ne mette su un altro instabilmente al posto suo. Osservando meglio la macchia di vegetazione intricata, vedo anche dei rifiuti! Un brutto ricordo riaffiora alla mente, la visione della Innocent Hill. Concentro il mio sguardo e purtroppo, alla base in prossimità dei muraglioni diroccati, noto sotto gli sterpi, mobili marci, bidoni di plastica, ferraglia arrugginita, maioliche e calcinacci! Che schifo! Qui è ancora peggio, perché mentre alla Innocent Hill, si può accedere con dei mezzi e ripulire il tutto, in questa gola percorribile solo a piedi, diventa durissimo portare via tutto questo sfasciume. La natura sta ricoprendo tutto ma lo schifo è ancora visibile. Mi verrebbe voglia di risalire su fino alla proprietà e apostrofare l'incivile come merita, ma poi penso che in queste situazioni è meglio agire in modo esemplare, coinvolgendo le autorità locali. Mi chiameranno l'italiano rompicoglioni ma fa lo stesso. Se un nativo non si rende conto, ignorantemente del danno  che reca alla sua povera terra, allora sarà il caso che la soluzione venga da un ospite un po' più saggio.

Lascio questa brutto spettacolo e continuo a scendere ancora un po' sperando di uscirne.
Dopo dieci minuti, il letto del fiume secco si fa ancora più inaccessibile e risalgo la china ormai vicina. Come esco fuori dallo Small Canyon, trovo una stradina carrabile che salendo porta in direzione della proprietà dell'incivile di prima, bene a sapersi. Mi avvio dalla parte opposta e dopo poche decine di metri incrocio un'altra strada carrabile più ampia. Mi sembra di riconoscerla, è quella fatta ieri per accedere più avanti alla Stone Shell Hill, perfetto! così si chiude il cerchio. Entrando da qui e risalendo lo Small Canyon si arriva sino alla base della Clay Casting, da li si sale fino in vetta della collina. Questo percorso mi sembra ora veramente ben strutturato, sorvolando solo, per quel tratto orribile della discarica nascosta.
E' ora di tornare, dopo mezzora ritrovo la bicicletta, arranco sullo sterrato, stavolta in salita fino alla strada asfaltata. Invece di scendere per la via breve ma trafficata, aggiro il cimitero con la sua bella chiesetta e sempre in discesa vado a riprendere la via che da Ghasri (leggi Asri) riporta a Victoria. Faccio una foto al paesaggio e ai dolci colori dell'imbrunire. Laggiù in fondo dietro la Cittadella, mi aspetta casa, sarà una bella pedalata.