martedì 6 novembre 2012

evoluzione dell'Essere Umano. Parte quinta

Come andiamo oggi?
Stavo pensando, eheheheh ultimamente capita di farlo spesso, da dove nasce questa ispirazione che mi ha portato, oggi, a mettermi in gioco. Sicuramente nasce dal fatto che ognuno di noi è figlio del proprio vissuto. Siamo il risultato di esperienze maturate nel corso degli anni. Ma non solo questo. Voglio spiegarlo tornando indietro negli anni, quando in realtà si formano le fondamenta che ci condizionano oggi. Sono vissuto in un periodo storico molto turbolento e diciamo che il mio habitat naturale non mi ha agevolato. In quegli anni, la mia generazione composta da ragazzi con modeste possibilità economiche, era abbandonata a se stessa. A parte una buona educazione formale, qualche valore cristiano, si andava avanti a naso o a culo. Gli stimoli intellettuali erano solo dovuti alla nostra personale attitudine, più o meno sviluppata, nell'assimilare insegnamenti che la natura ci metteva di fronte. Ricordo però una infanzia molto creativa. Non avevamo nulla, tutto veniva inventato. La tv praticamente non cera, solo Rai uno e l'inizio di Rai due, naturalmente in bianco e nero. La strada era il nostro mondo, la fantasia il nostro orizzonte. la scuola era solo un dovere fastidioso non certo un piacere o le basi del nostro futuro. Non sono mai stato un alunno esemplare, ho sempre fatto il minimo indispensabile per accontentare la famiglia senza un particolare entusiasmo. Di quel periodo scolastico culminato con il conseguimento di un inutile diploma, ricordo solo due episodi che, alla luce di quello che oggi sono, hanno seminato sedimentando negli anni l'ispirazione che oggi ritrovo in me. Il primo episodio risale agli anni delle elementari, quando un giovane prete integralista di quelli tipo "comunione e imposizione", veniva ad educarci a suo modo raccontandoci dei miracoli della fede e nel contempo mettendoci in guardia sui misteriosi, per noi, atti impuri. Ma la cosa che ricordo come se la sentissi adesso è stata "ragazzi, pensate c'è chi crede nella materia! e sapete che cosa è la materia? La materia è quella cosa che quando andate al bagno va via tirando lo sciacquone, la cacca!" così diceva ridendo soddisfatto, e noi, ingenui pargoli, ridevamo con lui. Che lavoro subdolo fece quel prete cercando di plasmare le menti libere dei suoi alunni. Credo, alla luce di quello che ora penso, che quel prete, senza volerlo, quel giorno fece scappare una pecorella!
Il secondo ricordo è di qualche anno dopo, stavo alle medie. Si doveva scegliere come opzione all'insegnamento del latino le applicazioni tecniche. Io refrattario come ero alla cultura alta, scelsi senza pensarci la seconda. Il nostro insegnante in quelle ore ci faceva realizzare di tutto, dalle ville romane in miniatura a lavori con materiali inconsueti. Le lezioni volavano, non avevo nessuna invidia di quei secchioni che declamavano in latino. Un giorno ics, il maestro senza nome, chiese la nostra attenzione ed espresse un concetto che ancora oggi tengo tra le mie cose più preziose. Ci disse " la cosa più importante che dovete fare sempre è osservare l'essenza delle cose, come sono fatte, che senso hanno e la loro semplice bellezza!" Quel concetto ho cercato di applicarlo costantemente malgrado momenti bui e di poca serenità e devo ammettere, ritornando al motivo dell'ispirazione iniziale, che con rammarico rimpiango il fatto di non ricordare il nome di quel maestro. Rimpiango di non poterlo ringraziare direttamente per il dono che mi ha fatto!